PESHAWAR, Pakistan Secondo fonti pachistane, due esponenti di spicco e il genero del numero due di Al Qaeda Ayman al-Zawahiri sarebbero tra le vittime degli attacchi aerei USA al villaggio di Damadola. I corpi non sarebbero stati ancora trovati, ma due funzionari avrebbero accertato le identità di tre e probabilmente quattro delle vittime dell’attacco mediante operazioni di intelligence. Secondo gli Stati Uniti, il raid di venerdì mattina intendeva uccidere al-Zawahiri.
Almeno uno degli uomini che sarebbero stati uccisi, un egiziano noto come Abu Khabab al-Masri, apparteneva alla lista USA dei ricercati, con un compenso di cinque milioni di dollari per informazioni utili alla sua cattura. Secondo il sito del governo statunitense rewardsforjustice.net, il vero nome di al-Masri era Midhat Mursi al-Sayid Umar, era un esperto di esplosivi e veleni e la sua età era di 52 anni.
Secondo il sito, Abu Khabab dirigeva il campo di addestramento di Al Qaeda a Darrunta, presso Jalalabad (Afghanistan orientale), addestrando centinaia di combattenti nell’uso di veleni ed esplosivi, e aveva redatto un manuale di ricette per la preparazione di armi chimiche e biologiche rudimentali. Secondo un ufficiale pachistano, tra gli uomini addestrati da Abu Khabab era compreso Abu Zubaydah, un esponente di spicco di Al Qaeda che è stato arrestato nel 2002 nella città pachistana di Faisalabad.
Un altro egiziano, noto con l’alias di Abu Ubaida al-Misri, sarebbe tra le vittime dell’attacco. Secondo un ufficiale della sicurezza pachistana, che ha parlato sotto anonimato perché non autorizzato a riferire alla stampa, era a capo delle attività dei ribelli nella provincia afgana di Kunar confinante con la regione pachistana di Bajaur, in cui sono avvenuti gli attacchi aerei. Secondo l’ufficiale, Misri aveva come tale ordinato attacchi alle forze USA nel Kunar e offerto addestramento e supporto ai gruppi di ribelli. Aveva anche operato come tramite per esponenti di spicco di Al Qaeda e offerto supporto logistico e di sicurezza per i suoi vertici nella regione.
Dopo la sconfitta dei Talebani si sarebbe spostato a Shakai, nella provincia pachistana del Waziristan Meridionale, dove aveva comandato un piccolo gruppo di arabi, lasciando però l’area con l’offensiva contro i miliziani stranieri lanciatavi dall’esercito pachistano nel febbraio 2004.
Sempre secondo fonti pachistane, Il terzo uomo ucciso nell’attacco sarebbe il marocchino Abdur Rahman al-Magrebi, genero di al-Zawahiri. L’uomo era responsabile dei rapporti con i media di Al Qaeda nell’area, e può essere stato chi ha concepito una quantità di CD illustranti le attività di combattenti nel Kunar ritrovati negli ultimi mesi.
La perdita di questi tre uomini, che ha seguito la morte di Hamza Rabia in un attacco aereo in dicembre e la cattura la scorsa estate di Farraj al-Libi, esponente di rilievo di Al Qaeda, avrebbe inflitto un significativo colpo collettivo alle operazioni di Al Qaeda nelle regioni tribali del Pakistan.
Secondo un ufficiale della sicurezza, è possibile che un quarto uomo, un altro egiziano di nome Mustafa Usman e subalterno a Zawahiri, sia rimasto ucciso. Uno o altri due militanti stranieri potrebbero essere pure tra le vittime. Secondo quando dichiarato dalle autorità provinciali martedì dopo aver completato un’indagine preliminare, da due a cinque cadaveri sono stati estratti frettolosamente dalle macerie sul luogo dell’esplosione dopo gli attacchi delle 3:15 del mattino di venerdì e seppelliti segretamente da qualche parte sulle montagne.
Secondo quanto dichiarato, da
Il primo ministro pachistano ha dichiarato che la morte di 18 civili negli attacchi aerei ad un villaggio del paese la scorsa settimana ha indicato il bisogno di un più stretto coordinamento tra il Pakistan e gli Stati Uniti, ma che non ne distoglierà lo sforzo congiunto nella lotta al terrorismo. “La nostra guerra al terrore si basa su principi, quindi se i nostri obiettivi sono simili, penso che potremo lavorare insieme”, ha dichiarato mercoledì il Primo Ministro Shaukat Aziz.




